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venerdì 27 maggio 2016

Cultura giovedì 21 gennaio 2016 ore 08:41

Con Angiolo Checcacci per non dimenticare

In occasione della Giornata della Memoria il 27 gennaio, appuntamento alla Bocciofila con Angiolo Checcacci e Anna Maria Vignali

BIBBIENA — Il prossimo 27 Gennaio alle ore 18.00 presso la Bocciofila di Bibbiena, l’Amministrazione di Bibbiena in collaborazione con la Bocciofila e l’Università dell’Età Libera, promuove un momento di riflessione sul filo della memoria. Due saranno gli ospiti che animeranno questa giornata: la scrittrice Anna Vignali, vincitrice del prestigioso premio il Fiorino d’Argento a Firenze per un racconto inedito ambientato proprio nel capoluogo toscano durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e Angiolo Checcacci, deportato nel 1944 a Dachau.

Ai saluti istituzionali seguirà la lettura del racconto da parte della scrittrice Vignali e quindi il dibattito con l’intervento di Angiolo Checcacci che ripercorrerà le vicende vissute in prima persona nel campo di Dachau, raccontate anche nel libro “1944: un ragazzo a Dachau” che oggi si può trovare anche su internet.

Una storia, quella di Angiolo, che inizia la mattina del 14 agosto del 1944 quando una pattuglia tedesca, alle 7 del mattino, entra nel condominio di Rosa Scoti al numero 49 a Bibbiena e porta via diversi uomini tra cui Angiolo, che avrebbe compiuto 16 anni da lì a poco. La storia raccontata da Angiolo ha al centro la figura di suo padre che, come nel film “La vita è bella”, si fa catturare per seguire come un angelo custode, il figlio nella deportazione.

Un libro che racconta l’”avventura”, come dice Angiolo, di un ragazzo in un momento tragico della storia dell’umanità; ma anche una memoria preziosa per le giovani generazioni.

Il Sindaco Daniele Bernardini commenta: “Ringrazio l’associazione la Bocciofila, Anna Vignali e il nostro concittadino Angiolo Checcacci per questo evento che ritengo di estrema importanza. Non ci possiamo permettere di abbassare la guardia nei confronti della barbarie, dell’indifferenza, dell’odio tra i popoli. La storia ci insegna che non siamo immuni da certi rigurgiti di inciviltà, e ce lo rammenta ogni giorno la cronaca a noi vicina. Non dimenticare ciò che è accaduto anche vicino a noi – come dimostra il racconto di Angiolo – è un dovere di ogni individuo e delle istituzioni democratiche”.

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