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martedì 06 dicembre 2016

Lavoro domenica 20 marzo 2016 ore 17:00

"Le importazioni danneggiano i nostri prodotti"

L’allarme di Coldiretti, a rischio il settore dell’olio, del miele e dei trasformati. "Obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti"

BIBBIENA — Continua sempre più massiccio l’attacco ai prodotti simbolo della dieta mediterranea che coinvolge l’olio di oliva, il miele, il pomodoro a causa delle agevolazioni accordate dall’Unione Europea per l’importazione di prodotti che fanno concorrenza sleale a quelle nazionali.

Ma il problema è più generale e assume dimensioni mondiali che però hanno pesanti ricadute anche sui territori come il nostro: “Per questo denunciamo il rischio concreto – spiega il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli - che vengano poi spacciati come made in Italy sui mercati nazionali ed esteri prodotti che di italiano e toscano non hanno nulla, semplicemente per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza”.

Un’altra minaccia gravissima arriva dal Nordafrica, indica Coldiretti, con l’aumento record delle importazioni di olio di oliva e riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori, con il rischio di taglio delle superfici: “Uno scenario molto preoccupante – spiega il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - per quello che è forse il prodotto simbolo della dieta mediterranea e che resta decisivo e contrale per le aziende agricole aretine che stanno già cominciando a soffrite i problemi della concorrenza sleale causati dall'extra-quantitativo: dalla Tunisia sono già arrivati nel 2015 novanta milioni di chili di olio di oliva, a fronte di una produzione tricolore che si attesta sui 300 milioni di chili”.

Importazioni selvagge e frodi che rischiano di mettere in ginocchio anche un altro settore importante per l’agroalimentare aretino qual è quello del miele: “Nonostante la ripresa della nostra produzione - spiega ancora Rossi - c’è il rischio di portare in tavola miele spacciato per Made in Italy, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità e per questo occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina e in Romania, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti”.

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