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venerdì 28 aprile 2017

Politica venerdì 14 aprile 2017 ore 10:20

Valentina Calbi, un anno da presidente

Un anno fa la prima cittadina di Chitignano, veniva eletta nel ruolo di presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino

CHITIGNANO — Dodici mesi dopo, la stessa Calbi traccia un bilancio di questa esperienza, del cammino fatto e di quello ancora da fare.

“Tre o quattro sono le cose più importanti – dice la Calbi – nelle quali l’Unione si è impegnata: il progetto Aree Interne, che sta iniziando a portare i primi frutti dopo una lunga fase progettuale; l’uniformità dei regolamenti edilizi in tutti i Comuni del Casentino, con l’inizio anche del percorso per l’unificazione delle norme urbanistiche; la ridefinizione del personale e delle aree, e infine ma non ultimo l’iter per la realizzazione del tratto Stia – Ponte a Buriano della ciclopista dell’Arno, nella quale siamo Ente capofila, e abbiamo completato le pratiche nei tempi richiesti per portare al Casentino tutti i finanziamenti regionali”.

Dunque questo anno è stato più un lavoro di semina che di raccolto?

“E’ stata spesso una corsa contro il tempo, anche perché l’Ente veniva da un periodo nel quale era stato difficile anche fare l’ordinaria amministrazione. Per questo ringrazio tutti i colleghi Sindaci, nessuno escluso, che hanno lavorato per il territorio, soprattutto con grande senso di responsabilità”.

E’ migliorata secondo lei l’immagine esterna dell’Unione in questo periodo?

“Sinceramente questo aspetto non era in cima alla lista dei nostri obiettivi. Sappiamo che spesso contro gli Enti pubblici si punta il dito e si concentrano le accuse, mentre quando ci sono dei meriti si fa fatica a farli emergere; ma quello che conta è il lavoro svolto, non chi è più o meno bravo a farlo. Chi ha avuto a che fare con l’Unione ha avuto risposte, abbiamo attivato bandi e finanziamenti, siamo stati sul territorio dialogando con la gente”.

Il suo mandato di Presidente dell’Unione durerà fino a fine legislatura. Quali gli obiettivi in questi due anni?

“Riuscire a completare le cose in itinere è il primo traguardo, anche perché gli effetti si dovrebbero iniziare a vedere concretamente. Per il resto, programmare qualcosa in una situazione di così grande incertezza, è più difficile di quanto lo fosse in passato. In due anni come cambierà l’Unione? Cambierà o no l’assetto istituzionale del Casentino? Cosa succederà con la fine delle Province? Questi interrogativi aperti fanno sì che noi amministratori si debba concentrarsi soprattutto sulla gestione dei servizi, l’azione politica più incisiva ci sarà in momenti meno fluidi di questo”.

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