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lunedì 24 luglio 2017

Attualità martedì 16 maggio 2017 ore 08:50

Verso il ripristino della foresta del Santuario

l'ingresso al Santuario

La tempesta del 5 marzo 2015 devastò la secolare foresta che circondava il Santuario della Verna. "Gli alberi volavano via", hanno raccontato i monaci

CHIUSI DELLA VERNA — Poco più di due anni fa, il 5 marzo 2015, una tempesta di vento invase il centro Italia e uno dei luoghi maggiormente devastati fu la secolare foresta che circondava il Santuario della Verna. 

Montagne di alberi furono abbattuti in poche ore, tanto che al mattino successivo anche la stessa comunità monastica si trovò isolata e si dovette per prima cosa ripristinare l’accesso al Santuario liberando la strada dal legname. Iniziò poi una lunga fase di recupero degli alberi abbattuti, mentre il panorama di uno dei luoghi più conosciuti al mondo cambiava in modo radicale. Ora si parla di completare i lavori di ripristino, per ridare – anche nei tempi che necessitano alla Natura – alla zona l’aspetto tradizionale.

Se ne parlerà giovedì 18 maggio in un incontro convocato dal sindaco di Chiusi della Verna Giampaolo Tellini presso la sede municipale alle ore 17. Vi prenderanno parte, oltre al Sindaco stesso, la Provincia di Arezzo, l’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falteroan e Campigna, l’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Trasporti Vincenzo Ceccarelli; per il Comune l’arch. Carla Giuliani, per l’Unione dei Comuni Montani del Casentino il Dott. Alfredo Bresciani.E’ invitata anche la comunità monastica nella persona del Padre Guardiano, Fra’ Francesco Ruffato.

“Sono i soggetti principali – dice Tellini – che in questi due anni hanno lavorato in sinergia per tutelare la valenza ambientale, storica e turistica di un sito così particolare, che per ragioni diverse sta a cuore a tutti. Molto è stato fatto dal giorno della tempesta di vento, ma tanto resta ancora da fare. Il lavoro di ripulitura ha portato via tanto tempo, il ripristino sta procedendo bene ma è importante continuare a fare squadra. Nel tempo le persone cambiano ma l’ambiente resta, serve la massima condivisione per dare a un’opera così importante la massima continuità”. 

Anche perché siamo alla vigilia di una nuova stagione estiva, con aumento considerevole dell’affluenza dei turisti al Santuario, “E come è stato fatto in passato – conclude Tellini – è necessario coordinare i lavori in modo da non essere di intralcio alla vita del monastero ed ai tanti fedeli e visitatori che lo frequentano”.

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