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lunedì 21 agosto 2017

Attualità giovedì 29 giugno 2017 ore 15:55

Emergenza sanitaria, è stato di agitazione

​L’Intersindacale medica della USL Toscana Sud-Est ha annunciato lo stato di agitazione del settore dell’Emergenza Sanitaria, sospeso nel marzo scorso

GROSSETO — E' stato di agitazione nella USL Toscana Sud-Est: l'intersindacale medica, attraverso un comunicato stampa, annuncia lo stato di agitazione del settore dell’Emergenza Sanitaria, che era stato sospeso nel marzo scorso. L’Intersindacale medica ha sottolineato che "le rassicurazioni e gli impegni presi dal direttore generale Enrico Desideri sono state integralmente disattese". 

I punti dolenti sottolineati dal sindacato sono la cronica carenza dei medici, la mancanza di un modello organizzativo per l'emergenza, la demedicalizzazione delle ambulanze.

Il sindacato lamenta il fatto che "ad un anno di distanza dall’accorpamento delle Centrali operative del 118 di Siena e Grosseto manca un modello organizzativo per l’Emergenza e per l’organizzazione dei trasporti sanitari".

Altro punto sottolineato nella nota stampa "la demedicalizzazione selvaggia delle ambulanze sul territorio e la riduzione del personale sanitario in tutte le fasi dei processi e dei percorsi sanitari". Altro punto l’aggravarsi del sovraffollamento dei pronti soccorsi.

Per il sindacato "si sceglie un sistema che insieme alle risorse economiche sposta la responsabilità della gestione del cittadino in difficoltà dal personale sanitario al mondo del volontariato, elemento certo indispensabile per il Sistema di Trasporto Sanitario d’Emergenza in Toscana, ma che non può essere abbandonato a se stesso e caricato di responsabilità medico-legali inaccettabili".

Poi la denuncia che nella Centrale Operativa di Arezzo "non è presente la figura del Medico di Centrale", obbligatoria per legge e ribadita come tale dalle più recenti disposizioni della Regione.

Da parte sua il direttore generale della USL Toscana Sud-Est, Enrico Desideri, durante un incontro con i sindacati, ha risposto così: “Nulla viene modificato senza la condivisione e il confronto con i sindacati, anche in attesa degli indirizzi regionali. L’unica cosa che l’Azienda farà subito è l’incremento delle BLSD nelle province di Grosseto e Siena, con una spesa annua di 650mila euro” precisa Desideri.

Durante l’incontro sono stati presentati anche i dati aziendali veri e non quelli circolati negli ultimi giorni. Dall’inizio dell’anno i medici sono aumentati di 5 unità; inoltre è partita una procedura per l’incremento di altri 15 medici; da settembre-ottobre sarà attivata un’ulteriore procedura di mobilità per 8 medici in più. 

Infine, pur rimarcando che il coinvolgimento dei sindacati era già in essere con incontri mensili partiti nel gennaio scorso, l’Azienda ha deciso di attivare un tavolo di concertazione. La prima riunione è stata fissata per il 5 luglio prossimo.

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