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lunedì 30 maggio 2016

Cronaca venerdì 18 marzo 2016 ore 14:57

Cresce il numero dei salvati da arresto cardiaco

Aumenta il numero di persone salvate dopo un arresto cardiaco. Il caso emblematico di un 70enne di Poppi

POPPI — “Forse fino alla noia – spiega Massimo Mandò, direttore dipartimento Emergenza Urgenza – abbiamo parlato in questi anni di una media di 350 casi all’anno nella nostra provincia. E che avendo organizzato (come vedremo con la partecipazione di tutti) una importante rete provinciale, si è passati in pochi anni da una percentuale di persone salvate del 17% ad una percentuale di 30%. (mese di gennaio-febbraio 18 arresti cardiaci 6 sopravvissuti) E quando ci riferiamo a “persone salvate” non intendiamo solo chi è ancora in vita e chi invece non ce l’ha fatta. Ma di chi, fra quelli in vita, non ha subito danni cerebrali o ne ha subiti di ridottissimi. Qui sta la differenza. Salvarsi la vita, ma restare poi un vegetale, rappresenta sempre un insuccesso.”

Fra i casi, l’ultimo avvenuto in ordine di tempo è stato a Poppi. Un settantenne, che già due anni fa era stato colpito da un importante infarto al miocardio, improvvisamente si accascia in casa. I familiari chiamano il 118, Mentre danno indicazioni sulle condizioni del congiunto, iniziando il massaggio cardiaco imparato seguendo uno dei tanti corsi organizzati dal 118. 

L’ambulanza giunge alla casa del paziente in meno di 10 minuti. Entra in azione il medico che trovando il paziente già massaggiato può immediatamente procedere a scaricare il defibrillatore. Lo fa per sette volte consecutive.

Il cuore riparte. Il paziente viene intubato. Stabilizzato nelle sue funzioni vitali, viene trasferito direttamente all’ospedale di Arezzo in va in emodinamica per essere sottoposto ad un intervento che gli libera i grandi vasi sanguigni dalle ostruzioni (palloncino). 

Poi va in rianimazione per due giorni. Tra le altre cure viene anche sottoposto ad ipotermia, cioè abbassamento della temperatura corporea per limitare eventuali danni cerebrali. Poi due giorni in Utic, altri due in reparto per controlli finali su un paziente cardiopatico importante come lui e alla fine il ritorno a casa senza alcun danno cerebrale sostanzialmente in buona salute.

cittadini. Un grazie a questi cittadini che in modo silenzioso si sono rimboccati le maniche hanno raccolto i soldi acquistato i defibrillatori e fatto la formazione raggiungendo l’obiettivo di proteggere la propria comunità

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