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martedì 19 giugno 2018

Attualità venerdì 13 gennaio 2017 ore 10:47

Fusioni: "Diamo la parola ai cittadini"

Daniele Bernardini, sindaco di Bibbiena

Il sindaco Daniele Bernardini commenta l'incontro con la Regione. "Non esiste una linea condivisa, lasciamo la parola ai cittadini"



BIBBIENA — Ieri, presso il Salone del Consiglio del Comune di Bibbiena si è riunita la Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Giacomo Bugliani ( Pd). Lo scopo erano le audizioni con sindaci, categorie economiche, sindacati i referenti dei comitati promotori delle proposte di legge presentate dai cittadini in preparazione all’esame di merito. Sono tre le proposte di legge per la fusione di alcuni comuni del Casentino, che sono al centro dei lavori della commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale: una l’ha presentata la Giunta regionale e punta alla fusione dei comuni di Chiusi della Verna, Chitignano e Castel Focognano. Le altre due sono d’iniziativa popolare e prevedono la fusione di Chiusi della Verna, Bibbiena e Ortignano Raggiolo, la prima, e quella di Subbiano e Capolona, la seconda.

Il sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini, sostenitore della fusione a tre Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo commenta la giornata di lavori: “Ciò che è emerso dall’incontro di ieri è chiaro: ci sono molti sindaci che di fusioni non ne vogliono assolutamente sapere e in sostanza non vogliono fare niente in questa direzione. Dall’altro le associazioni di categoria, pur non avendo espresso una loro proposta, continuano a ripetere che per il Casentino è necessario un unico interlocutore. Unico interlocutore è un comune unico, ipotesi purtroppo già sfumato dopo l’esito negativo del referendum; ma ipotesi a cui personalmente continuo a credere. Per questo ritengo che il modo migliore per avvicinarsi all’obiettivo finale siano proprio le fusioni. Quello che chiedo alla Regione in questo contesto dove, come è stato chiaro, non esistono linee condivise, è quello di lasciare la parola ai cittadini, di lasciarli esprimere, sulle proposte in campo. Ritengo, infatti, spetti a loro una valutazione di merito sulla governance futura della loro terra. Spero che tutto il processo avvenga senza forzature o tatticismi politici che inasprirebbero, a questo livello, il divario che già esiste nella nostra valle su questo fronte, portandoci di nuovo ad un punto di partenza incerto. Il futuro della valle passa attraverso questa decisione che ritengo cruciale”. 



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