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Attualità giovedì 06 gennaio 2022 ore 10:26

Covid, ospedale del Casentino "soccorre" Arezzo

Decisione presa dalla Asl con l'aumento della pressione sul San Donato. Da 10 a 20 posti letto disponibili dal 7 dicembre per le cure intermedie



BIBBIENA - AREZZO — La decisione risale al novembre scorso e scatta proprio in questi giorni, in virtù dell'impennata dei casi positivi ma soprattutto dell'aumento dei ricoveri al nosocomio cittadino. Già tre mesi fa, infatti, la Asl Toscana sud est, con un'apposita delibera di “Riorganizzazione dei posti letto destinati alla degenza ordinaria non intensiva/intensiva dei pazienti Covid”, aveva definito le modalità per una gestione appropriata del percorso Covid-19 con linee di indirizzo riguardanti setting assistenziali dei pazienti contagiati in ambito ospedaliero e in cure intermedie.

La delibera, in sostanza, prevedeva la rimodulazione dei posti letto dedicati a pazienti che necessitano di assistenza nei setting di Cure Intermedie, con attivazione progressiva nei diversi ospedali della rete in ragione dell’andamento dei ricoveri ospedalieri nelle Aree Covid per acuti.

Considerando l'attuale fase di emergenza epidemica, che vede un aumento progressivo del fabbisogno e dei ricoveri all'Ospedale San Donato (nosocomio Covid di tutta la provincia di Arezzo) e la contestuale necessità di garantire una gestione fluida della dimissione di pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere in un reparto per acuti, è stato previsto che all’interno dell’Ospedale del Casentino vengano attivati, a partire da venerdì 7 gennaio, alcuni posti letto di cure intermedie Covid.

Inizialmente, spiega sempre l'Azienda sanitaria, saranno messi a disposizione 10 letti, eventualmente ampliabili progressivamente fino ad un massimo di 20.

L'apertura dei letti di cure intermedie Covid, concertata e condivisa con il Direttore della zona distretto Arezzo-Casentino-Valtiberina Evaristo Giglio e con il presidente della Conferenza dei Sindaci del Casentino Filippo Vagnoli, non determinerà la chiusura di nessuna attività ospedaliera ma soltanto una diversa allocazione dei posti letto di degenza per permettere l'organizzazione di un reparto con percorsi totalmente indipendenti dal resto dell'ospedale, assicura la Asl.

Con l'attivazione di questo nuovo setting si amplia in maniera equilibrata a livello territoriale la possibilità di gestire al meglio i percorsi dei pazienti Covid, che vedono l'ospedale San Donato di Arezzo come riferimento unico per il ricovero dei malati con sintomi gravi ed acuti e gli ospedali della Fratta di Cortona e del Casentino ugualmente impegnati nel fronte delle cure intermedie Covid.


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