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venerdì 17 agosto 2018

Politica martedì 31 gennaio 2017 ore 17:33

Fusione, referendum a primavera

Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato a maggioranza il quesito referendario per la fusione dei Comuni di Subbiano e Capolona



CASENTINO — Con i voti del Pd il Consiglio Regionale, nella seduta di stamattina, ha dato il via libera al referendum per la fusione tra i due Comuni del "bassissimo" Casentino.

Una scelta che appariva scontata dopo l'ok della Commissione Affari Istituzionali arrivato la scorsa settimana.

Il referendum si terrà a primavera e se vincessero i voti favorevoli alla fusione, il 1 gennaio 2018 nascerebbe il nuovo Comune. 

“Siete favorevoli alla proposta di istituire il comune di Subbiano Capolona, per fusione dei comuni di Subbiano e Capolona, di cui sulla proposta di legge di iniziativa popolare n 2 del 2016?”. Ecco il testo del quesito a cui saranno chiamati a rispondere i cittadini. Il nuovo comune avrebbe oltre undicimilasettecento abitanti, sedici consiglieri comunali ed una giunta con cinque assessori.

E’ stato il presidente Giacomo Bugliani (Pd) ad illustrare in aula l‘intenso lavoro svolto sul tema dalla commissione Affari istituzionali, che ha ascoltato non solo i rappresentanti del comitato promotore, forte di un numero considerevole di firme raccolte, ma anche i sindaci dei due comuni. Questi si sono espressi in maniera difforme: il sindaco di Capolona Alberto Ciolfi con un “deciso parere favorevole” e con “alcune riserve” il sindaco di Subbiano Antonio De Bari. 

"Dopo molti mesi di discussione oggi l'Assemblea toscana compie un passo avanti importante. Con il via libera a questa delibera iniziamo concretamente un processo di fusione per questi Comuni del Casentino. Un dibattito che è iniziato con l'audizione in prima Commissione degli amministratori locali e proseguito con un incontro sul territorio, il 12 gennaio scorso, al quale hanno preso parte amministratori locali, sindacati, rappresentanti della categorie economiche. Volevamo ascoltare il territorio. Abbiamo cercato di coinvolgere tutti i protagonisti della vita socio economica di queste due realtà. Un percorso che adesso continua con l'indizione della consultazione referendaria." Così Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd e presidente della I Commissione Affari Istituzionali, intervenendo oggi in Aula per illustrare la delibera sulla fusione dei Comuni di Subbiano e Capolona.

Di parere contrario il capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai che in aula è intervenuto duramente sulla scelta, definita "pilatesca". 

"Oggi il Pd fa un’operazione pilatesca a cui io mi sottraggo. Rinunciando come Consiglio regionale a formulare una proposta di riassetto istituzionale del Casentino pur sapendo bene, come lo so io, che alcuni quesiti referendari sono formulati non nell’interesse delle comunità ma per ripicche politiche, il Pd – ha affermato Mugnai – preferisce stare a guardare da notaio compunto a costo di mandare avanti cose che tra loro non si tengono insieme. Io sono un fautore delle fusioni, ma naturalmente poi ogni vicenda va analizzata caso per caso. E qui mi rendo conto che il tema è spesso utilizzato come un manganello da dare in testa all’avversario politico. Si formulano proposte legittime, certo, ma le cui motivazioni risiedono in scontri politici interni alle comunità locali, e non negli interessi collettivi delle popolazioni".

A favore, invece, la dichiarazione di voto di Gabriele Bianchi (M5S) sulla proposta di legge “condivisa sia dai consigli comunali, sia dai cittadini”. A suo parere non è opportuno accelerare i processi di fusione, per i quali occorre la massima partecipazione. “Non si decide in stanze chiuse – ha sottolineato – il futuro delle popolazioni”.

La non partecipazione al voto è stata annunciata da Marco Casucci (Lega Nord), preoccupato “per le fusioni portate avanti con troppa fretta”. “Quelle portate avanti in Casentino non possono essere scorporate in pacchetti – ha rilevato – In gioco è il futuro di un’intera comunità”. Per questo ha chiesto la creazione di un gruppo di lavoro per giungere ad una revisione della legge “lacunosa e imperfetta”.

“Non siamo solo a favore sul metodo, ma anche nel merito di questa fusione razionale e sensata – ha affermato Tommaso Fattori (Si) – Sono comuni dalle caratterisitiche molto simili, che hanno già in comune molti servizi”.



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