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Lavoro giovedì 09 febbraio 2017 ore 17:44

La Asl assume 86 infermieri ma non bastano

Per il sindacato degli infermieri Nursind "i numeri previsti non sono comunque sufficienti, ne servirebbero almeno 250"



AREZZO — "Apprezziamo che si torni a trattare su argomenti tabù come la dotazione organica, ma vigileremo su tempi e modi di attuazione del piano assunzioni presentato dall’Azienda Sanitaria Toscana Sud Est”.

L’avvertimento arriva da Claudio Cullurà, responsabile territoriale del Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, in risposta alle proposte avanzate dall’Azienda sanitaria nei giorni scorsi.

"Già in passato – sottolinea il responsabile territoriale Nursind - ci siamo arenati sulle distanze tra le richieste della parte sindacale e le proposte dell’Azienda. E il divario è ancora importante. Le assunzioni programmate per l’Area vasta Toscana Sud-Est sono meno della metà del fabbisogno organico. Continuano ad esserci carenze strutturali nei pronto soccorso e nelle sale operatorie sui territori di Arezzo, Siena e Grosseto”.

“Si sta procedendo in questi giorni all’assunzione di 86 nuovi infermieri su tutto il territorio. Una cifra assolutamente da rivedere, se paragonata all’estensione e alla popolazione dell’area della nuova azienda. Secondo le nostre stime – sottolinea Cullurà – sono almeno 250 i posti da coprire, solo per quel che riguarda il settore infermieristico”. A cui si aggiunge il personale di supporto. “Il piano prevede l’assunzione di 50 operatori socio sanitari, un numero decisamente insufficiente a tamponare la perdurante carenza di personale nei vari reparti. Chiediamo quanto meno di allinearci ai numeri proposti dalle altre aziende Toscane, come base di partenza per quanto riguarda i modelli di dotazione organica”.

“Basti pensare che solo nell’ex ASL 8 nel 2016 si sono registrati 155.551 accessi ai reparti di pronto soccorso, di cui 75.637 nella sola Arezzo, in crescita rispetto al 2015. Anche i codici rossi, ovvero quelli che impegnano maggiormente il personale medico e infermieristico – aggiunge Cullurà – sono in crescita: da 500 a 800. Inoltre vengono effettuati in pronto soccorso circa 1.600 trasfusioni di sangue e derivati, che pur non essendo prestazioni proprie di questo reparto, da sempre assorbono una grande quantità di risorse”.

“La prossima settimana inizieranno gli incontri con i vertici aziendali e metteremo sul piatto alcune questioni da risolvere: il mantenimento delle quote di produttività, che non potrà essere penalizzante per nessuno dei lavoratori delle tre ex aziende aretina e senese. Le promesse non ci bastano più – conclude Cullurà – abbiamo bisogno di fatti. E in tempi rapidi”.



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