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venerdì 21 febbraio 2020

Attualità mercoledì 15 gennaio 2020 ore 18:00

Gioco d’azzardo, due incontri per sensibilizzare

Iniziativa del SerD in collaborazione con l’associazione “Mirimettoingioco”. Nel 2019 il Servizio aretino ha avuto in carico 250 persone



AREZZO — Perché si gioca d’azzardo, come si sviluppa la dipendenza da gioco e come se ne può uscire. Sono alcuni degli argomenti al centro di due incontri di sensibilizzazione organizzati dal SerD di Arezzo in collaborazione con l'associazione Mirimettoingioco, aperti alla popolazione. Lo annuncia l'Usl Toscana sud est.

Il primo si terrà sabato 18 gennaio dalle 10 alle 12 al SerD (via Fonte Veneziana 17) e prevede gli interventi dello psicologo, dell’educatore professionale e del medico dell'èquipe per il gioco d'azzardo patologico. Il secondo è invece in programma giovedì 6 febbraio dalle 21 alle 22,30 alla sede di “Mirimettoingioco” (via Alfieri 49, Arezzo) con le testimonianze di giocatori e familiari.

"Per rispondere alle domande di aiuto dei giocatori e dei loro familiari - si legge in uja nota dell'Usl-  il Dipartimento delle Dipendenze ha aperto ambulatori nei SerD delle tre province. Nel 2019, in provincia di Arezzo, sono state 250 le persone in trattamento per il disturbo da gioco d’azzardo. In particolare nell’Aretino si è sviluppato un sistema di intervento integrato che vede i cinque Serd collaborare con la rete territoriale provinciale (il GdL GAND) che coinvolge il Dipartimento Dipendenze, il Comune di Arezzo, la Prefettura, le forze dell’ordine, l’Ufficio Scolastico Provinciale, i medici di Medicina Generale, la Caritas diocesana, la Misericordia, Anteas, Arci, Mirimettoingioco, SlotMob e le categorie economiche (Confcommercio e Confesercenti). L’ambulatorio del SerD di Arezzo si trova all’ospedale San Donato e, secondo le disposizioni regionali, offre trattamenti multiprofessionali gratuiti a cui si può accedere direttamente telefonando al numero 0575-255943".

"L'aumento dei luoghi e dell'offerta di gioco (in particolare quello on line), la progressiva differenziazione nella tipologia dei giochi che intercettano fasce diverse di popolazione, la pubblicità che veicola messaggi illusori e la stessa crisi economica: sono tutti fattori  - aggiunge l'azienda sanitaria- che hanno portato negli ultimi 15 anni ad un aumento della spesa in azzardo in Italia e alla trasformazione del gioco d'azzardo in “comportamento di massa”. Si stima che circa l’80% della popolazione italiana giochi almeno una volta all'anno ad uno dei giochi leciti disponibili nel mercato (gratta-e-vinci, slotmachine, lotto, superenalotto, scommesse sportive, ecc. Se per la maggior parte della popolazione il gioco è un divertimento, per circa l’1-3 per cento della popolazione diventa invece una vera e propria malattia: il disturbo da gioco d’azzardo. La dipendenza da gioco crea danni psicologici, familiari, relazionali e socio-economici che si traducono in elevato rischio suicidario per il giocatore, forte indebitamento e conseguente impoverimento della famiglia, rischio elevato di perdita del posto di lavoro, ricorso all’usura e illeciti".



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