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Attualità domenica 25 ottobre 2020 ore 07:15

​Un sindaco e un comandante sulla "nave" Covid

Gennaro Arma riceve il S.Michele d’Oro e racconta l’esperienza su Diamond Princess con 700 contagiati. Agnelli: “Esempio per chi guida una comunità”



CASTIGLION FIORENTINO — Il sindaco e il comandante. Il Municipio è la casa di tutti, la nave è una città galleggiante ma nella pandemia c’è un filo che porta nave e municipio nello stesso mare in tempesta; il mare dei nuovi positivi, dei tamponi, delle quarantene, della paura e del coraggio. 

Gennaro Arma e Mario Agnelli hanno molto in comune nell’anno del Covid e, in fondo, la fascia tricolore diventa la divisa del comandante di una nave da crociera con 3700 passeggeri a bordo (57 nazionalità diverse) dove esplode un focolaio di contagi che arriverà a coinvolgere settecento persone. Febbraio 2020, baia di Yokohama, Giappone. Ottobre 2020, a Castiglion Fiorentino i contagiati sono 72: a ben guardare non c’è molta differenza tra il sindaco e il comandante, entrambi chiamati a governare l’emergenza.

E’ il parallelismo con cui Mario Agnelli parla di Gennaro Arma nella ex chiesa di Sant’Angelo intitolata a San Michele Arcangelo, patrono della città, al quale è intitolato il premio assegnato ogni anno a persone che si sono distinte per creatività, passione, professionalità. E’ il massimo riconoscimento cittadino, è “identità, tradizione, comunità” scandisce Agnelli durante la cerimonia, chiusa al pubblico e aperta a un numero ristretto di rappresentanti della comunità (Ente Serristori con il presidente Alessandro Concettoni, i Rioni Cassero, Porta Romana e Porta Fiorentina, le sigle dell’associazionismo castiglionese, giunta e consiglio comunale rappresentati dagli eletti di maggioranza e opposizione), come da clichè anti-Covid. 

Ma il virus non è riuscito a spezzare l’intensità dell’incontro con un uomo umile, riservato, semplice e di grande umanità. Agnelli spiega che la decisione di confermare l’evento senza rinviarlo, ruota attorno a una parola: panico

Cosa accadrebbe se tutti fossero in preda dal panico? Se il sindaco, il maresciallo dei carabinieri, i medici, gli infermieri, i soccorritori o il comandante di una nave avessero paura? Probabilmente se tutti avessero panico non arriveremmo sani e salvi alla meta”. Un interrogativo per dire che “non possiamo concederci tutti di avere paura”

Seguendo l’impresa di Gennaro Arma nella prima nave finita in quarantena, il sindaco ha trovato nella reazione del comandante, “un grande stimolo per l’attività dei sindaci; un esempio alto cui si potrebbero ispirare i sindaci che da mesi si trovano ad affrontare una situazione nuova e complessa; lo proporrò al Consiglio nazionale di Anci e in quello di Anci Toscana di cui sono membro. Ho individuato un collegamento tra il comandante di una città galleggiante e chi sta, pro tempore, al timone di una comunità”. E’ così che tra Agnelli e Arma è scattato il contatto. Oggi si sono visti per la prima volta ma nei mesi del lockdown hanno parlato a lungo delle rispettive esperienze.

Molti lo hanno definito “capitano-eroe”, “capitano coraggioso”; lui si considera “una persona come tante che ha compiuto il proprio dovere in una situazione difficile come a volte capita nella vita; un professionista che ha portato a termine il proprio compito. Mi piace molto il parallelismo proposto da Agnelli tra comandante di una città galleggiante e sindaci”.

Nella conversazione con Monica Matano (giornalista sportiva Rai), il comandante della Daimond Princess torna sulla sua nave e racconta di un’esperienza a cui “nessuno era preparato, nemmeno io che sono allenato alle emergenze”. La paura è uno stato d’animo “normale in un contesto del genere ma dalla paura viene fuori il coraggio per compiere determinate azioni. Ho avuto paura, sì, ma non per troppo tempo perché non c’era tempo di avere paura. In quei momenti metti sul tavolo la tua professionalità ma anche le esperienze personali”. 

Nato e cresciuto nella penisola sorrentina, col il mito di Achille Lauro e altri grandi armatori della tradizione navale campana, Arma definisce il mare “una passione, le radici della mia terra, un luogo dove puoi pensare di conquistare l’orizzonte e dunque spingerti avanti”. 

Nei giorni più bui, ha trovato la forza nella “fede; ogni sera pregavo per le persone a bordo, quelle che stavano soffrendo, le persone positive sbarcate e ricoverate negli ospedali giapponesi. Ho trovato forza nella mia famiglia, nel mio equipaggio, negli amici e negli stessi passeggeri”. Il giorno di San Valentino ha deciso di regalare a tutti cioccolatini e rose rosse. “E’ stato un modo per condividere la sofferenza di coppie che erano state separate, con donne rimaste da sole a bordo perché i mariti o i compagni erano ricoverati in ospedale. Ho voluto aggiungere il messaggio del comandante e ho scelto un brano dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi, dedicato all’amore”. Applausi.

Da quella vicenda, Gennaro Arma ha imparato “tante cose; la più importante è che nei momenti difficili bisogna stare uniti, come una famiglia e bisogna sapersi sacrificare, perché con il sacrificio si possono vincere battaglie che sembrano perse in partenza”. 

Rullano i tamburi, squillano le chiarine dei Rioni: il sindaco consegna il San Michele d’oro al comandante. Oggi la nave è nella tempesta Covid, ma la forza della vita è la rotta verso il porto sicuro.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata



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