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Attualità giovedì 04 marzo 2021 ore 10:47

La ristorazione riparte dalla “cucina itinerante”

Il Calistro, che Andrea ha aperto tra anni fa a Firenze, torna a “casa” in Casentino grazie alla sinergia con Il Mattarello



BIBBIENA — Il Covid ha cambiato le nostre vite e ogni abitudine. Anche la ristorazione, settore che ha sofferto più di altri in questo spartiacque storico, si è dovuta rinnovare completamente.

Da queste considerazioni nasce un’iniziativa di quelle che ti fanno prendere ossigeno, che ti danno la carica a molla e ti fanno dire: “Allora ce la faremo davvero!”.
I protagonisti sono giovani casentinesi che vivono a Firenze. Andrea Tanci porterà il locale fiorentino “Il Calistro” in Casentino e precisamente nella cucina de “Il Mattarello” di Donatella Corazzesi e Matteo Goretti.
Se la gente non può andare al Calistro, il Calistro va dalla sua gente.

In realtà questo bistrot, dalle tendenze fast e street, nato nel capoluogo toscano da un simbolo casentinese, ovvero il Tortello alla Lastra (da qui Calistro, la lastra tipica di cottura) vuole tornare nella valle di origine utilizzando una cucina “amica”, quella di Matteo, e collaborare a sei mani per 5 giorni, dal 18 al 27 marzo.


La ristorazione scopre il delivery di qualità e prova a conquistare il futuro.
Nelle giornate di questo esperimento organizzativo e culinario, verrà effettuato l’asporto la sera e la consegna a domicilio divisa per zone.

Andrea a Bianca si sono ispirati alla ghost kitchen, l’innovativa formula portata a Milano dall’Inghilterra per recapitare direttamente a casa dei clienti i piatti della tradizione italiana, realizzati con prodotti freschi di alta qualità in cucine diverse e magari inutilizzate a causa del Covid.

Un ristorante itinerante che Andrea racconta così: “L’idea si ispira alle nuove tendenze che stanno emergendo nelle grandi città, dove anche la cucina di qualità sta cercando altre strade per non perdere il contatto con i clienti e continuare a fare cultura. Con questo progetto vorremmo riportare un’idea di cucina che punta tutto sulla tradizione e l’altissima qualità dei prodotti utilizzati, nel luogo in cui è nata. Il Calistro, in questo modo, vuole rinnovarsi ancora, vuole trovare altre strade, altri modi. Nel Lungarno Cellini siamo aperti da tre anni con lo stop imposto dalla pandemia compreso. Adesso è il momento per tutti di agire e reagire, di essere proattivi. Noi lo facciamo tentando il ritorno alle origini diciamo con l’aiuto di un bravo cuoco gourmet come Matteo. Crediamo che nella collaborazione sia la chiave di volta di una nuova ristorazione”.

Sul concetto di “rete” così usato e abusato Andrea e Bianca hanno un’idea bene precisa: “Il nostro prossimo progetto post Covid sarà portare in giro per l’Italia l’idea del Calistro come unione di tradizione e attualità. Per fare questo il ritorno in Casentino e la collaborazione con più soggetti diventa essenziale e speriamo anche fruttuosa per tutti. Nei cinque giorni di permanenza nella valle daremo nel box, insieme alle nostre proposte di tortello, anche la cultura e le idee dei giovani casentinesi. Metteremo per esempio la musica di un gruppo del posto, Le scuse inutili, con un QR code pratico. Ma ci saranno anche partnership con vari produttori. Per noi è ovviamente un test, una prova un tentativo di uscire e ritornare per portare la ristorazione su prospettive nuove”.

Matteo Goretti da parte sua è certo su una cosa: “l’innovazione, la ricerca devono essere parti integranti della cucina di qualità. Sono felice di poter ospitare nella mia cucina Il Calistro e la capacità di Andrea di interpretare in modo nuovo i prodotti della tradizione”.

Per chi volesse conoscere tutto il progetto si consiglia di seguire le pagine Facebook e Instagram di Il Calistro e Il Mattarello.

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