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Attualità venerdì 13 gennaio 2023 ore 08:23

Scuola a misura dei bisogni speciali di 150 alunni

Il preside con il sindaco Vagnoli

L'Itis di Bibbiena punta sull'inclusività attraverso percorsi mirati e formazione continua. Il dirigente Tersillio "un istituto di tutti e per tutti"



BIBBIENA — “Una scuola inclusiva lo dimostra ogni giorno dopo che ha suonato la campanella di entrata e ben oltre la fine delle lezioni. Una scuola inclusiva lo è, in sostanza, nelle azioni che sa mettere in atto per valorizzare ogni alunno. Il nuovo anno è tempo di bilanci per tutti e, sostenuto dalle cifre e dai risultati, posso dire che in questi anni la nostra scuola ha lavorato bene e sodo su questo aspetto riuscendo a dare risposte importanti, sia dal punto di vista qualitativo che numerico”.

Con queste parole il Dirigente Egidio Tersillo parla non solo di semplici numeri, anche se significativi per una scuola di montagna, ma anche delle azioni delle quali l’Isis Fermi si è fatta promotrice sulla strada, sempre in salita, dell’educazione inclusiva.

La scuola attualmente offre percorsi organizzati per 150 alunni, di cui 39 con sostegno, 25 Bes ovvero alunni che hanno bisogno di piani didattici personalizzati e per vari motivi, 86 alunni con disturbi specifici dell'apprendimento che coinvolgono l'abilità di lettura, di scrittura e di calcolo.

Tersillo commenta: “La nostra scuola, come comunità, ha deciso di essere un ambiente inclusivo. Sì perché un conto è dare risposte ad un problema che si presenta volta per volta, un conto è organizzare a monte la scuola per poter essere una scuola di tutti e per tutti. Ad oggi l’Isis Fermi è orgogliosamente una scuola inclusiva che valorizza le specificità di ognuno. Perché crediamo che “prendersi carico” debba essere in realtà un “prendersi cura”. E investire tempo e risorse su questo abbiamo scoperto che conviene, innanzitutto alla scuola stessa, ma come ricchezza sociale e non solo, anche alla comunità esterna”.

Il Dirigente conclude: “Investire in questo significa investire in insegnanti qualificati, fare formazione interna, ma anche valorizzare e rafforzare la rete delle competenze interne. Questo porta all’esterno una ricchezza importante anche in termini di inclusione sociale e quindi di futuro". 


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