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Attualità mercoledì 26 aprile 2023 ore 12:45

Apre l'antico castello aretino riportato alla luce

Il sito archeologico con la cinta muraria che ha al centro la Torre di Belfiore, l'unica fino ad oggi visibile, diventa visitabile



CAPOLONA — Una cinta muraria con quattro torrette agli angoli ed un’articolata serie di vani interni dei quali si conservano in alzato le strutture in pietra con soglie e stipiti delle relative aperture, mentre al centro svetta, bellissima, la Torre di Belfiore. È questo il risultato delle indagini di archeologia preventiva condotte proprio in occasione dei lavori di consolidamento e valorizzazione della torre stessa, ubicata nel territorio del Comune di Capolona. Un intervento importante che ha consentito di mettere in luce parte dell’omonimo castello, finora conosciuto solo attraverso documenti d’archivio, del quale erano visibili allo stato di rudere una torre, un paramento murario e una torretta angolare.

Il castello sarebbe infatti stato menzionato per la prima volta in un diploma di Federico I del 25 giugno 1161, che lo assegna all’abbazia di San Gennaro a Capolona, ed è esplicitamente citato nel 1385, quando, dopo che era stato ceduto a Firenze il 26 marzo, la Repubblica fiorentina vi invia i suoi ispettori che lo descrivono come "un castello con una torre".

Dopo i ritrovamenti, però, adesso l’amministrazione di Capolona ha deciso presentare alla comunità uno dei simboli più importanti del territorio attraverso delle visite guidate che si svolgeranno domenica 30 aprile dalle ore 15 alle ore 19. In contemporanea rimarrà aperta anche la Pieve del Santo dedicata a Sant’Apollinare.
La torre, restaurata e riportata all’originario splendore ed i resti delle mura dell’antichissimo castello, saranno quindi visitabili gratuitamente, a gruppi di massimo venti persone, e con la guida della Soprintendenza.
Un’occasione unica per vedere da vicino un luogo ricco di storia e così importante per il territorio.


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