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Attualità lunedì 19 aprile 2021 ore 14:53

Le avventure di Pinocchio ... in badiano

Traduzione originale e unica del capolavoro noto in tutto il mondo. "…e te chi ttu se’? I’ so’ Pinocchio”



BADIA PRATAGLIA — “Le avventure di Pinocchio” sono un libro universale e non solo perché è stato tradotto in 260 lingue. E’ un libro universale perché può essere letto in tanti modi, può avere tante interpretazioni, è favola ma anche tanto di più. 

Oggi questo libro può vantare anche un altro primato mondiale, ovvero quello di essere stato tradotto in una lingua minoritaria, il badiano. Cioè il dialetto che si parla a Badia Prataglia e che ha delle caratteristiche particolarissime, perché il paese ha sempre vissuto a cavallo tra due mondi ed i suoi abitanti hanno da sempre sviluppato forme linguistiche e modelli di vita del tutto eccezionali rispetto al resto del Casentino. I badiani sono un popolo, una tribù, un’enclave a tutti gli effetti. 

La cosa eccezionale che la traduzione di tutto il libro di Pinocchio fu messa a punto negli anni Ottanta dal maestro Mirio Marri, un uomo di grande cultura e appassionato di letteratura classica, che, prima di passare a miglior vita, decise di tradurre in badiano per i suoi scolari, questo capolavoro. La copia, tradotta e battuta interamente a macchina, fu lasciata in eredità ad un suo amico ed ex scolaro, Valter Tacconi.

Dal 1981 ne è passata di acqua sotto i ponti e anche qualcosa di più. Ci è voluta una pandemia e l’avvento di un nuovo mondo perché quella traduzione fosse valorizzata dagli abitanti del paese. E’ un’altra magia di Pinocchio, l’unico che può fare queste cose. 

Gianfranco Bronchi e Barbara Maccari, due abitanti di Badia Prataglia un po’ particolari (il primo è tornato nel paese dopo la pensione e Barbara lo ha scelto come sua culla), hanno pensato per strade diverse di valorizzare questa originale opera. Hanno passato tre mesi a riguardare le bozze e a prendere contatti. Così hanno coinvolto la Pro-loco e quindi tutto il paese, compresi i bambini delle elementari che hanno realizzato, grazie all’insegnante Elena Tacconi, i disegni per un libro che oggi ha tutte le caratteristiche per diventare un caso editoriale anche ben al di fuori dei confini del Casentino, come fece a suo tempo la versione in dialetto piacentino.

 “…e te chi ttu se’? I’ so’ Pinocchio” riporta nella sonorità di questa lingua speciale, un capolavoro e se proprio dobbiamo esagerare, alcune parti sono ancora più divertenti di quelle scritte da Lorenzini, che pure aveva scelto un linguaggio freschissimo, parlato e toscanissimo. 

Da maggio il libro sarà esposto nel museo che si trova all’interno del Parco di Pinocchio e dedicato al famoso burattino, un grande onore per tutti i badiani e per il Casentino. Inoltre la Pro-loco è stata invitata ufficialmente al compleanno di Pinocchio che quest’anno, causa Covid19, si festeggerà a Collodi il 29 di maggio.

E’ importante soffermarsi su un’altra opera d’arte nell’opera d’arte, cioè la copertina. Quella di “…e te chi ttu se’? I’ so’ Pinocchio” è stata realizzata dall’artista badiano Armando Tacconi, pittore e scultore apprezzato ben oltre i confini regionali.

Edito da AGC, il libro si può acquistare in tutti i negozi di Badia Prataglia e presto anche nelle librerie di Poppi e Bibbiena.

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