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Attualità mercoledì 21 aprile 2021 ore 11:44

Taglio boschivo, Chiassai scrive a Giani

Il Presidente della Provincia "necessaria un'inversione di tendenza, la tutela del patrimonio boschivo non passa certo dalla perdita di lavoro"



CASENTINO — Lettera del Presidente della Provincia, Silvia Chiassai Martini, Governatore Eugenio Giani per sollecitare un intervento urgente per la tutela di aziende, lavoratori e cittadini che garantiscono la manutenzione dei boschi, costretti ad oggi, dopo le recenti norme che regolano le attività selvicolturale, di richiedere anche l’autorizzazione della Soprintendenza.

“Esprimo tutta la mia preoccupazione per le nuove norme, che regolano le attività selvicolturale di aziende ed enti che gestiscono il patrimonio forestale - scrive Chiassai - Con il DPR 01/10/2020, che ha modificato l’interpretazione dell' art. 136 del Codice del paesaggio e del DM 59/1976, per ogni taglio boschivo effettuato nel territorio comunale al di sopra dei 700 metri, è necessario munirsi di autorizzazione della Soprintendenza, come anche per poter procedere all’attività selvicolturale in boschi sottoposti a vincolo paesaggistico.

Tutto questo non fa che aggravare l’intero comparto, che deve sottostare a procedure complesse ed onerose, contrastando la natura delle attività stesse, ovvero di tutela dei boschi e delle lavorazioni di carattere ordinarie. 

Non solo, molte imprese boschive professionali si trovano nella tragica condizione di dover chiudere in quanto l’economia forestale locale è strettamente legata alla gestione a ceduo e ai suoi prodotti, che è già pesantemente aggravata dall’emergenza pandemica. 

Il rischio concreto sarà il conseguente ed inevitabile abbandono dei boschi e di tutte le attività che ne conseguono, quando invece il taglio colturale è parte integrante della preservazione nel tempo di boschi e di foreste".

Quindi termina con decisione il Presidente della Provincia "è necessaria una inversione di tendenza, apportando deroghe ai vincoli paesaggistici che aggravano di costi e lungaggini le normali attività agrarie, come il taglio colturale. Sono convinta che la tutela del patrimonio boschivo non passa certo dalla distruzione di posti di lavoro mettendo in discussione un’intera economia che si basa su questo settore”.

Sensibile alla questione anche la casentinese Laura Seghi, Capogruppo di maggioranza in Consiglio Provinciale, promotrice dell’intervento.

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