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Attualità sabato 30 ottobre 2021 ore 12:40

L'Elba e Bibbiena unite da un nome su una roccia

La straordinaria storia dell'ultracentenario Walter Cellai che ha attraversato guerra e dolore ma trasmettete un grande messaggio di coraggio



BIBBIENA — Oggi Bibbiena ha voluto festeggiare un cittadino comune, che però ha lasciato un segno nella storia della sua comunità e non solo. Walter Cellai come il simbolo di una guerra vissuta sulla pelle della gente, loro malgrado. Walter l’uomo delle imprese impossibili, il nonno di tutti noi.

Walter da giovanissimo si trovava a Capoliveri, all'Isola d’Elba, per fare il militare come tanti ragazzi della sua età. Chissà come e chissà perché Walter lasciò il suo nome vergato sulle pareti di una grotta naturale, prima che i tedeschi lo prendessero prigioniero per portarlo in Germania.

Quella scritta di un giovane che da lì a poco avrebbe perso la propria libertà è stata ritrovata poco tempo fa da alcuni speleologi che, incuriositi iniziano a fare ricerche su Bibbiena (visto che Walter aveva indicato anche il luogo di nascita e provenienza). Aiutati dai social sono arrivati ad una foto della Pro Loco di Bibbiena Stazione a cui Walter è molto legato, nella quale – altra "magia" - il nostro ex giovane avventuroso, era festeggiato dalla comunità intera per i suoi 100 lucidissimi anni.

Da lì sono giunti anche Carla e Paolo Bachini e a tuti i volontari della Pro Loco che hanno così messo in moto la macchina istituzionale di Bibbiena e di Capoliveri.

Oggi il Sindaco del Comune elbano ha raggiunto il suo omologo bibbienese per festeggiare insieme quest’uomo che ha unito, involontariamente ma molto efficacemente, queste due realtà toscane. Una parola scritta su un foglio scompare presto, quella sulla roccia è in odore di eternità e così è stato anche per quel nome.

In fondo “Walter” significa “comandante dei eserciti”, e nessuno può negare che il nostro Walter abbia avuto in dono non solo longevità (oggi è sulla strada dei 102 anni), ma anche determinazione, ironia e leggerezza.

A Capoliveri, infatti, venne destinato dai nazisti ai campi di lavoro in Germania. Ma lui non era un uomo da catene e riuscì a scappare fortunosamente dal treno. Dal Brennero riuscirà ad arrivare quindi a Bibbiena grazie a mezzi di fortuna, alla sua forza interiore e a tantissima gente di buon cuore.

Da Firenze venne portato in Sita dal suo babbo che faceva il conducente e  vestito da lui con abiti da lavoro per proteggerlo da occhi indiscreti. Ma non finisce qui. Dopo la soffiata di un fascista i tedeschi lo raggiunsero di nuovo, ma dopo i consueti rastrellamenti presero anche suo babbo. Per questo giunsero a Ridracoli a lavorare proprio per i nazisti. Ma Walter non accettò questa situazione e con un escamotage abbastanza rischioso – si fece dare un colpo ad un braccio con una mazza – riuscì ad uscire da quella situazione.

Arrivò a Soci a piedi, passando per l’Eremo di Camaldoli e poi per Badia Prataglia e trovò, come dice lui “un paese spettrale”. Ma le avventure non erano finite perché dopo una caduta rovinosa si ritrovò all’ospedale a Santa Maria di Bibbiena, fu ripreso nuovamente dai tedeschi e in quel momento ci fu una cruenta sparatoria tra nazisti e partigiani.

Insomma la sua giovinezza, come quella di tanti suoi concittadini non fu facile ma la forza d’animo che Walter dimostrò in quel momento è stata la luce che lo ha accompagnato per tutta la vita e che oggi lo mette al centro dell’interesse comune nello splendore dei suoi quasi 102 anni.

Il Sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli commenta: “la vita di Walter sembra un romanzo e oggi, col ritrovamento fortunoso della sua scritta nella grotta, siamo anche noi a dimostrarlo. Credo che il suo sia l’esempio di tutte le donne e gli uomini che nei momenti più duri della storia decidono di non sottostare al male e reagiscono. La sua personale vicenda ci può fornire un grande insegnamento anche oggi. Ovviamente la pandemia non può essere paragonata alla Guerra che ha dovuto subire Walter e le sue generazioni, ma è stata e è una grande prova per le generazioni di oggi. Il messaggio che ci regala oggi Walter è quello di mantenersi sempre forti e soprattutto di alimentare la speranza. Come comune abbiamo voluto conferirgli una targa per immortalare questo momento e per ringraziarlo di tutto questo”.

Il Sindaco di Capoliveri Walter Montagna aggiunge: “è stato per noi motivo di grande soddisfazione poter ripercorrere le tappe della storia attraverso la vita di Walter Cellai che nel corso della Seconda guerra mondiale si trovava all’Isola d’Elba. Una sua incisione riportante la data e il suo nome è stata ritrovata recentemente durante il risanamento di un avamposto militare degli anni ’40 nel golfo di Margidore-Acquarilli nel Comune di Capoliveri. Abbiamo subito cercato informazioni su Cellai e con nostro grande stupore abbiamo scoperto che il caporale Walter Cellai era ancora in vita a 102 anni. Trovarci tutti insieme in questi giorni e condividere con il Comune di Bibbiena, dove Cellai vive, e con il Sindaco Filippo Vagnoli un’esperienza simile che vede uniti due realtà toscane così diverse – di mare e di terra - ma allo stesso tempo così vicine, è motivo di orgoglio ed espressione di un comune sentire: quello della necessità di ricordare la nostra storia, i nostri uomini e le nostre donne per valorizzare la nostra cultura condivisa”.

Grazie a Walter queste due comunità lontane e vicine, saranno più unite e nei saluti pubblici di oggi hanno già posto le basi per futuri progetti tra montagna e mare.


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Il sindaco Vagnoli sul legame con l’Elba legato alla storia di Walter Celli
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