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Cronaca lunedì 22 febbraio 2021 ore 16:20

Padre di un 14enne scopre una chat dell'orrore

Operazione dei Carabinieri tra video pornografici e violenza su uomini e animali. Un sommerso pauroso e preoccupante nell'intera vallata e oltre



BIBBIENA — Video raccapriccianti in una chat denominata Capodanno 20k20”. Una chat a prima vista normale, usata per organizzare quello che sarebbe stato il capodanno del 2020, ma in realtà quel canale di comunicazione tra adolescenti si è rivelato una chat dell’orrore, sulla scia di molte altre scoperte su tutto il territorio nazionale.

La scoperta è stata fatta grazie al padre di un 14enne casentinese che ha visto il "gruppo" nello smartphone del figlio e, insospettitosi, ne ha aperto i contenuti. Dal profilo collegato all’utenza di uno dei partecipanti, un coetaneo della vallata, era partito un video pedopornografico, con un rapporto sessuale promiscuo tra più bambine e bambini, verosimilmente girato in Sud America.

Sono scattate immediatamente le indagini del Nucleo Operativo della Compagnia di Bibbiena, per risalire all’identità dei partecipanti e di colui che, almeno in quel momento, si era reso responsabile dell’inoltro del video. 

Altrettanto immediata la perquisizione del minore, nella casa dove vive con i genitori: gli sono stati sequestrati lo smartphone e altri supporti informatici. I Carabinieri hanno individuato un secondo video pedopornografico inoltrato nella chat, oltre ad un altro conservato nella memoria dello smartphone. 

L’attività di indagine ha permesso di intercettare in tempo il gruppo Whatsapp ma di fatto, gli stessi carabinieri non hanno escluso che i contenuti illegali abbiano potuto raggiungere un numero indefinito di giovanissimi utilizzatori di smartphone e social, sia residenti in Casentino che nei territori limitrofi. 

Il 14enne è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze che ha competenza distrettuale ed esercita la sua giurisdizione sul territorio corrispondente al Distretto di Corte di Appello di Firenze, per la detenzione e la diffusione del materiale pedopornografico. I reati contestati hanno riguardato la pornografia minorile e la detenzione di materiale.

Ma la vicenda non si ferma alla chat del capodanno 2020. I Carabinieri della Compagnia di Bibbiena hanno ulteriormente approfondito le indagini, arrivando a quella che può essere tranquillamente definita la "quintessenza" dell’orrore e della violenza. 

Sono stati individuati ulteriori 3 minori, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, tutti residenti nella vallata, a carico dei quali sono scattate ulteriori perquisizioni e sequestri di smartphones e dispositivi informatici. Sono stati rinvenuti video, oltre che di carattere pedopornografico, anche di natura oltremodo violenta: teste mozzate di uomini e animali, suicidi, mutilazioni, rapporti promiscui e stupri di bambini in un mix raccapricciante che i ragazzini guardavano sugli smartphone come videogiochi.

Le immagini pedopornografiche venivano trasformate anche in stickers, emoticon con le quali rispondere ai messaggi. Questo  indica con quanta superficialità i giovanissimi si siano approcciati a questa galassia perversa e violenta.

I contenuti illegali venivano scaricati e reinoltrati dal noto social/piattaforma di comunicazione Telegram, in cui proliferano chat a tema dai titoli indicativi come "Stupro tua sorella".

Il gore è da considerarsi inoltre la nuova frontiera della divulgazione illegale: suicidi, mutilazioni e squartamenti, tanto di persone quanto di animali.

Ancora una volta, determinante la sinergia tra genitori particolarmente attenti all’uso della rete e degli smartphone da parte dei giovanissimi. È proprio grazie alla prima segnalazione di un padre, come detto, che i Carabinieri della Compagnia di Bibbiena hanno individuato un circuito relazionale composto da adolescenti che nel tempo hanno fruito di contenuti di natura illegale e che avrebbero diffuso anche sulla famosa chat nata per organizzare il capodanno del 2020.

Il territorio, la tranquillità della valle, non è sicuramente garanzia di essere al riparo da problematiche che si è portati a pensare appartengano a realtà degradate delle periferie urbane o comunque riferibili a centri più grandi. Emerge anche in questo contesto un disagio che i giovanissimi cercano di colmare con il ricorso a contenuti multimediali forti, illegali, non rendendosi forse nemmeno conto che commettono reati gravissimi. È necessaria una costante, pronta, sinergia tra i genitori e le istituzioni, la scuola, le Forze di Polizia. L’Arma dei Carabinieri promuove a livello locale costanti progettualità in direzione del mondo della scuola che hanno come tematica anche il corretto uso della rete e dei social” fanno sapere i carabinieri.

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