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Cronaca sabato 21 novembre 2020 ore 13:48

Difende l'amico, 17enne pestato dal branco

E' accaduto nel centro di Bibbiena. Gruppo di ragazzi casentinesi denunciati per lesioni aggravate. Indagini condotte dai Carabinieri



BIBBIENA — Un pugno in volto ad un 15enne casentinese per contrasti tra gruppi giovanili del circondario, vecchi dissapori a causa di uno sguardo “di sfida” passeggiando per le vie del centro storico di Bibbiena. L'episodio agli inizi di ottobre. 

Il ragazzino non aveva reagito, né segnalato l’accaduto, ma di fatto, un suo amico, 17enne, ne aveva preso le difese, chiedendo all’aggressore i motivi del suo comportamento. Quest'ultimo, 15enne come la vittima, non aveva “gradito” l’intromissione e la vicenda, apparentemente conclusasi quella sera con un pugno per il primo e un diverbio con il secondo, ha avuto però eco sui social network, con frecciatine e provocazioni di vario genere.

Ma dalle frecciatine si è passati alle minacce vere e proprie. Il quindicenne autore dell’aggressione al coetaneo ha pesantemente minacciato il 17enne che aveva preso le difese dell’amico e il suo gruppo, promettendogli una spedizione punitiva.

Ed eccoci al 17 ottobre, quando il 17enne, trovandosi a cena in un locale del centro di Bibbiena, era uscito, casualmente, per salutare alcuni amici e ad un tratto, si era trovato davanti il quindicenne autore della prima aggressione ai danni dell’amico e autore anche delle minacce al suo indirizzo. L’ha invitato a seguirlo e al netto rifiuto del 17enne, gli ha sferrato un pugno in volto facendolo cadere.

Il giovane aggredito era rientrato nel locale per asciugarsi il volto dal sangue e nel ritornare fuori, si era trovato il “branco” pronto ad agire. Il quindicenne con altri giovani, era letteralmente piombato addosso al 17enne, facendolo nuovamente ricadere a terra. Il “branco” quindi aveva iniziato il pestaggio, colpendolo anche con calci. 

Il ragazzino ne era uscito con una prognosi di trenta giorni, il naso rotto e varie lesioni.

Un episodio di estrema gravità che ha spinto i Carabinieri della Stazione di Bibbiena ad avviare una minuziosa attività di indagine tesa a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e dei motivi che avevano portato a due distinti episodi di aggressione, collegati. È ancora vivo nella memoria di molti, il ricordo di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso proprio durante un “pestaggio” a Colleferro, in provincia di Roma.

"Non è tollerabile che dissapori sorti per qualsivoglia motivo, possano condurre ad espressioni di violenza gravissime e che solo per fatalità, non si trasformano poi in tragedie. È possibile ancora intervenire. Siamo tutti coinvolti nel trasmettere a questi giovani valori diversi e una prospettiva diversa di risoluzione dei “contenziosi” coi coetanei. Il giovane di Colleferro è morto proprio in conseguenza delle lesioni subite, calci a terra che hanno spappolato cuore e fegato”, così commenta il Comandante della Compagnia di Bibbiena, Capitano Giuseppe Barbato, assicurando una “particolare severità nelle attività dei militari che ci si augura, non dover più intraprendere per fatti analoghi”.

L’attività di indagine conclusa brevemente grazie alla perizia degli inquirenti e alla conoscenza del territorio, dei luoghi, delle persone, si è sostanzialmente basata su riscontri dei testimoni, posti in una cornice investigativa solida che ha permesso di incastrare, per il momento – sono state infatti vinte molte “resistenze” a rendere dichiarazioni ma permane qualche “chiaroscuro” cui dare risoluzione - un 15enne, un 16enne, un 17enne, e un 18enne, tutti del territorio, qualcuno con qualche piccolo precedente, studenti, qualcuno in cerca di lavoro. 

Sono stati denunciati, a piede libero, per il reato di lesioni aggravate, delitto ricompreso in quelli contro la vita e l’incolumità individuale, per i quali le pene vanno dalla reclusione alla multa.



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