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Attualità venerdì 30 luglio 2021 ore 10:47

Le chiavi di Bibbiena a Baraclit per i 75 anni

“Per gli uomini che hanno fatto di un sogno, un pilastro per l’economia e la cultura del nostro territorio”, sta scritto sulla targa ricordo donata dal sindaco



BIBBIENA — La Baraclit compie 75 anni. Si tratta di una delle aziende che hanno fatto da pilastro all'economia dell'intero Casentino. E' per questi motivi che questa mattina, accompagnato dagli assessori Caporali e Nassini, il sindaco di Bibbiena Vagnoli ha metaforicamente consegnato le chiavi della città alla famiglia Baracchi, rappresentata nell’occasione da Luca Bernardini, Franco Bernardini e Annalisa Baracchi.

Il contenuto della targa donata con le chiavi della città dal primo cittadino di Bibbiena riporta quanto segue: “Per i 75 anni di Baraclit, per gli uomini che hanno fatto di un sogno, un pilastro per l’economia e la cultura del nostro territorio, per coloro che quel sogno lo hanno curato nel tempo con amore e serietà, e per coloro che lo porteranno ancora più luminoso nel futuro, rendendo ancora più grande quell’amorevole visione, con riconoscenza e imperitura stima, il Sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli”.

Franco Bernardini che ha passato il testimone al figlio Luca nella guida dell’azienda, ha raccontato alcuni ricordi e pezzi di una storia che sembra una favola, quella di cinque fratelli molto uniti che con il prestito di un concittadino e una piccola eredità hanno fatto di una visione una realtà fondamentale per l’economia casentinese. Cinque uomini che non hanno avuto paura e anzi hanno vissuto le difficoltà come opportunità, ricostruendo dalle fondamenta l’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.

“Conoscere da vicino un’azienda come la Baraclit, significa attraversare la storia della nostra vallata – ha commentato il sindaco Filippo Vagnoli - le linee produttive, l’innovazione, il valore ed i sacrifici di tante persone. Ho provato un’emozione che male si racconta in poche parole. Dentro a questi capannoni c’è il Casentino produttivo, ci sono vite, speranze, futuro. C’è la forza e ancora quella visione primigenia che ha cooperato a rendere grande il nostro Paese. Credo che oggi, in uno dei momenti più tristi della nostra storia, dovremmo proprio ripartire da qui, da queste linee produttive, da questi lavoratori e soprattutto da questa famiglia che con grande abnegazione sta portando ancora il futuro in Casentino. Donare loro le chiavi di Bibbiena significa farci ancora illuminare la strada dall’entusiasmo di quei cinque uomini che nel 1946, tra le macerie di un’Italia stremata dalla guerra, hanno deciso di non mollare”.

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